giovedì 29 novembre 2007

GREAT OCEAN ROAD


(Ele) Eccoci qui, alla nostra prima gita fuori porta!
Sveglia all'alba, colazione al salto e..pronti via.. si parte con la macchina rigorosamente noleggiata da Rent for Less.
Oddio, la guida a sx..ce ne siamo dimenticati!
Fermo, gira a dx poi segui dritto..no di qua non si può..gira alla prossima..metti la freccia..
No problem!
C'è Andrea a guidare la super Ferrari testarossa! In men che non si dica ci troviamo in autostrada e alle nostre spalle i grattacieli si fanno sempre più piccoli...destinazione GREAT OCEAN ROAD.


Attraversiamo la grande città di Geelong e improvvisamente un cartello ci avverte dell'inizio della nostra avventura...400 km di curve e rettilinei che si snodano lungo la costa.
Finalmente vediamo l'oceano. Il panorama lascia senza parole.
La flora, selvaggia e incontaminata, arriva a picco sul mare e le onde trovano rifugio tra scogli oramai corrosi dal vento.
Improvvisamente, ci ritroviamo a Surf Beach...che spettacolo! Onde alte 2 metri e centinaia di surfisti che si dimenano in cerca dell'onda giusta.





Il viaggio prosegue alla volta di Torquay con la sua veduta dall'alto dell'oceano.










E' quasi ora di pranzare e sostiamo nella piccola cittadina di Lorne, rinomata stazione balneare del Victoria. Scordatevi l'isola pedonale e le numerose attrazioni di Lignano, qui solo una meravigliosa baia e alcune villette in collina.


Andrea alle prese con la sua "tavola"..
..un vero campione di surf!










E' tempo di fare un giro all'interno dell'Otway National Park e ammirare le bellezze della natura.. Lungo la strada ci siamo solo noi e l'aria si fa via via più fresca. Ci sono le indicazione per le Erskine Falls e non ci pensiamo due volte per vederle.






Ecco che ci imbattiamo nel famoso cartello stradale che non vedavamo l'ora di incontrare..






..e dopo un bel po' di strada ci accorgiamo di questo gruppo di cangurotti con cucciolo al seguito...ma che beiiiii !!























Non sfugge ai nostri occhi neppure il simpatico koala, da noi soprannominato Elio, animale alquanto menefreghista..se ne sta buono buono a mangiare l'eucalipto, incurante del book fotografico che gli abbiamo riservato.


e dopo panorami dai tratti veneto-friulani...
..incontriamo nuovamente l'oceano..
Oramai il sole è tramontato, l'aria si fa più fredda e il mare mooolto agitato.



Non possiamo tornare a casa senza ammirare "The Twelve Apostles"




mercoledì 28 novembre 2007

Swonston street e San Kilda




Cammell in Swanston street.























Cosa non si fa ai matrimoni...
la sposa ha voluto brindare in compagnia di questi splendidi esemplari. Cammelli e dromedari insieme, ovviamente non abbiamo resistito a toccarli.




Tanti auguri Ele! San Kilda Beach





























La casa






(Fra) Dopo quelle 1200 ore passate in Library a cercare annunci di case in affitto su http://www.gumtree.com/ siamo andati a vedere un appartamento...e ci piaceva! Porca miseria che bello...il proprietario ha voluto tutti i nostri dati...voleva sapere se avevamo un lavoro...sì, come no! Eravamo lì da 5 giorni...era impossibile, quindi abbiamo inventato un sacco di balle...si devono essere accorti, quindi non ci hanno più richiamati.


Dopo numerosi momenti di sconforto, varie agenzie visitate, varie figure di merda in giro, arriva la botta di culetto...2 malesiani liberano la casa per 3 mesi...non ci chiedono se lavoriamo o meno e ci danno disponibilità nel giro di 10 giorni. Benissimo! Ed eccoci qua...finalmente tranquilli. Ora. Ma dopo 4 giorni di pulizia...eh sì perchè ci siamo armati di candeggina, guanti stracci e tutti i prodotti possibili per liberarci di quello strato bicentenario di sporco che avvolgeva ogni singolo mobile comprese le pareti (abbiamo pulito anche quelle). Non posso dire cosa non abbiamo trovato...anzo no, lo dico...calzetti sporci, capelli ovunque, schizzi di pipì e vomito bel spalmati sulle pareti del bagno, colonie di acari e mi meraviglio non aver trovato topini. A parte questo e a parte pezzetti di carne di cane bruciati trovati nel forno immortalati qui sopra a destra, non ci lamentiamo.
Giornata da ricordare, la Mega spesa...
Io, Elena e Cristian andiamo a fare la spesa per la casa, era il primo giorno quì...carichiamo al massimo il carrello e...sorpresa sorpresa...e adesso come la portiamo fino a casa? Bella domanda...Sorry, possiamo portarci il carrello a casa e poi lo riportiamo quì? sai, abitiamo a tipo 1 km e abbiamo 4 borse a testa...è possibile? La cassiera mi guarda e scoppia a ridere...io la guardo...ma cosa ridi stupida! non mi sembra di averti detto di ridere! Ma non puoi sfracassarti quella testolina cinese sul nastro della cassa??? I don't know...I'm not sure...ma vai a cacare le volevo dire, stupida scorfana! In quei momenti ti sale un nervoso che puoi controllare a stento. Eravamo stanchi, sporchi, dovevamo ancora pulire tutta la casa, il formaggio si stava squagliando. Fattostà che alla fine non siamo riusciti a rubare il carrello anche perchè aveva un microcip che si attivava se oltrepassava il confine consentito, cioè quei 20 metri e penso che qualcuno si sarebbe accorto...insomma con tanta pazienza e bestemmie di Cristian siamo arrivati fino a casa, con l'aiuto del Tram ma è stato traumatico. Mal di spalle per 3 giorni e circolazione delle mani bloccata.
A parte questo inconveniente per ora va tutto bene...e con questa vi lascio alla prossima.


(Fra) Che dire del lavoro? Che ognuno ha cercato in posti diversi, da Lygon a Collins, abbiamo girato e girato...inutile parlare dei vari tentativi, dei: do you have your resume? Non mi dilungo sulle varie proposte rifiutate o sulla storia dei diversi bar a cui abbiamo bussato alla porta. Sono stati in generale tutti gentili e disponibili. Abbiamo lasciato curricula in giro, numeri di telefono, I let you know, sorry I'm looking for a job, Hi, I saw you are looking for help here...alla fine ognuno ha trovato il suo lavoro, quindi lascio ognuno parlare della propria esperienza. Per quanto mi riguarda, Franci, ho lavorato in un bar per 2 giorni e poi me ne sono andata con tanto di sorry, Ho trovato un posto migliore in una gelateria, praticamente dall'altra parte della strada. Tutto ok, a parte il pieno di gente ogni giorno che ti fa pensare di portarti un cappio da tenere nel cassetto sotto la cassa in caso di emergenza, o una pistola per tutti quelli che mi chiedono il gelato nel cono per poi volerlo 3 minuti dopo nella coppetta...a parte questo tutto ok. Lavoro a Lygon, quartiere italiano, che tanto italiano non è...il 98 % dei clienti della gelateria è asiatico. Coreani, tailandesi, vietnamiti, malesiani, cinesi, giapponesi...tutti molto carini. Mi trovo bene, lavoro con 5 ragazze asiatiche e sto scoprendo una cultura molto raffinata (a parte i cinesi che hanno i bagni senza le porte). Vanno matti di un gusto, si chiama Duran, un frutto asiatico molto popolare quì, è aglio. Presente l'aglio? Sì, quello che usi per fare i sughetti della pasta, proprio quello. Non so come facciano a mangiarlo. VOMITEVOLE. Ma loro sono tanto contenti...una piccola coreana con un sorriso stampato in viso e quegli occhietti luminosi mi dice, a cup, 2 scoops, Duran and...Duran. Dopodichè scruta con molta attenzione tutti i miei movimenti, da quando prendo la coppetta a quando impugno il porzionatore per il Duran (ce n'è uno apposta per questo gusto altrimenti rovinerebbe tutti gli altri) e lo affondo in questa cremina bianca apparentemente deliziosa, stà bene attenta che la quantità di Duran sia soddisfacente per ogni pallina e controlla che non venga sprecato un solo milligrammo di Duran. Se mi cade un pezzettino di Duran nella vaschetta controlla che ne riprenda un po' e riempia bene la coppetta di Duran. Dopo la prima pallina mi ricorda il gusto della seconda: Duran. Me lo ripete 2, 3 volte in modo che capisca che vuole QUEL gusto, perchè è estramamente importante per lei assaporare il Duran in quel momento della giornata. Colmata la coppetta segue i miei gesti per filo e per segno, mi osserva, sento i suoi occhietti lucidi addosso, mi agitano, lo brama quel Duran, subito, tra le sue manine. Prima però devo infilare il waffer e il cucchiaino e in questo momento credo mi voglia uccidere...sento le sue parole...Non mi frega niente del biscottino, voglio il Duran! Sbrigati scema di un occidentale! E allora arriva il momento della consegna. Posso sentire l'ansia, l'angoscia, l'adrenalina asiatica del volto della giovane Duran dipendente, non guarda me, ma la sua conquista, se lo mangia con quegli occhietti, entra in ipnosi, non sente, non ragiona, non c'è, è dentro al Duran, penso ci stia nuotando dentro. Devo purtroppo svegliarla sperando che non svenga, 4 dollars thank you! Lei si sveglia, mi consegna i 5 dollari e se ne va. E il resto? Non ha importanza, ormai lei è con lui, nessuno può rubarglielo ora che è tutto suo, non le interessa il dollaro di resto, il suo Duran ne vale 100 di dollari. Io credo ci mettano della droga. No, sul serio, dà dipendenza. Devo informarmi. Capisco la Nutella, ma il Duran...mah.
Chiuso il capitolo del Duran, devo parlare della nuova casetta...eh sì perchè dopo 10 notti in ostello, al Victoria Hall, ci siamo trasferiti nella nostra attuale casuccia...ma qua cambio post.

Victoria Hall



(Fra) E insomma, dopo questi meravigliosi 4 giorni in ostello di cui scriverei il nome ma temo di essere denunciata (Spencer street), abbiamo dovuto cercarne un altro...camminando camminando siamo capitolati in un sinistro edificio con tanto di cartelloni rosa e gialli: 20 dollars per night! é il Victoria hall.
Ok, fatta, andiamo qua. Entriamo e veniamo accolti da un mega salsicciotto pakistano nel pieno della sua colazione a base di uova, pancetta e quant'altro. Ovviamente seccato per la nostra intrusione ci accorda 5 minuti prima di riavere tra le sue fauci quel succulento wurstel appena scaldato al micronde. Dopo un po' di conti riusciamo ad entrare nella stanza...sembra un ricovero per le vittime del Vietnam ma ci accontentiamo...almeno non ci sono buchi sulla parete. Di notte arriva il bello...un FREDDO cane. Mister condizionatore non ne vuole sapere di spegnersi, continua imperterrito a soffiare quell'aria gelida in tutta la sua perfidia...vedo anche il ghigno...eccolo là, maledetto. Ci godi eh a vederci morire assiderati!!!??? Ora ti spacco in due...giuro che ti uccido! Idea! Ti tappo la bocca. E con un lenzuolo fissato con il ferro da stiro appena comprato abbiamo risolto il problema. Ecco, che facciamo ora? Dai, doccia e poi nanna. Andiamo? Questo è occupato...ah ecco, libero. Ma...che cavolo...un bel lago per terra. Ci Siamo lavati i piedi...con cosa non lo vogliamo sapere...penso acqua sporca, urina con tanto di mucchietti di peli di barba (e non solo) che galleggiano spensierati e pezzi di dentifricio che fungono da isole felici per batteri. Eccoli, in vacanza anche loro. Ma noi siamo ormai abituati a tutto, ormai alziamo le spalle e ci giriamo dall'altra parte...per fortuna abbiamo un letto in cui riposarci un po'...eh sì perchè è stata dura trovare un alloggio. Fortuna ha voluto che capitassimo in questa curiosa città proprio durante la Melbourne Cup, quindi era quasi tutto esaurito e quei pochi miseri letti disponibili costavano il triplo. Ma come siamo fortunelli porca miseria! Abbiamo quindi dovuto chiudere un occhio anche a tutti quei rumorini delle 7 del mattino provenienti da dentro e fuori l'ostello. Eh perchè si sa...come non potevamo capitare negli unici giorni in cui erano previsti lavori di ristrutturazione dell'edificio e di asfaltatura della strada? Ma come dicono qua...take it easy!

Eccoci la mattina dopo a cercare lavoro, a bussare alla porta di ogni bar, ristorante, gelateria...a rompere le palle a tutti...con la nostra classe italiana ovviamente. :)
Mi stavo dimenticando del nostro amico facchinetti! Un grande...era il giorno dopo l'arrivo, stanchi morti per il fuso orario, sballati e confusi, siamo saliti sul tram per andare non mi ricordo dove...ah sì, a San Kilda, abbiamo conosciuto il grande Cazza, un compaesano quì da 3 mesi che ci ha subito offerto il suo aiuto per tutto. Un infopoint vivente. Incredibile...andate qua, fate là, devi sapere che...un po' strano lui, ma spiritoso. Una macchietta con gli occhiali e con una parlata lenta ma regolare e cadenzata. Usa lo stesso tono di voce per tutto, domande, battute, incazzature, richeste, aneddoti...completamente atono, cosa che già di per sè fa ridere.
Ci ha ospitati nella sua casetta a San Kilda e ci ha dato due "dritte" su parecchie cose...Alla notizia relativa alla moquette presente in quasi tutte le case, Andrea e Cristian sono impalliditi, credo abbiamo visto la morte i faccia...cosa normale per chi è allergico agli acari.
Visitata la casa del Cazza, non mi ricordo cosa abbiamo fatto, ma non ha molta importanza...quindi passo al capitolo del lavoro senza girarci tanto intorno altrimenti mi addormento pure io.

martedì 27 novembre 2007

Chi siamo?


Francesca

Cristian

Elena

Andrea


(Fra) Un cuoco dalla battuta pronta e dalla colazione del campione a base di cereali e banana, un'aspirante addetta alle pubbliche relazioni di una casa di moda, un economista-calciatore talmente felice di dormire al punto di riderci sopra ogni notte e una confusionara dalle mille idee ma troppo pigra per pensare solo di iniziare a metterne in atto mezza. Eccoci qua...partiti senza sapere dove andare, senza una casa, nè un lavoro. Venezia-Hong Kong-Melbourne. Prima notte passata in un hotel, le altre 4 in un ostello. Meravigliosamente squallido e putrido, senza un minimo di buon senso in ogni suo metro quadrato, a iniziare dal lavandino nella camera. Così, lasciato lì non si sa per quale particolare motivo. Una puzza di piscio, muffa e chiuso da far scappare persino gli acari. Sì, penso che abbiano preferito qualche discarica della periferia, alloggi reali paragonati al nostro felice ostello...vogliamo parlare dei simpatici compagni di avventura? Tutti matti, ma forse perchè era Halloween. Sai, quando vedi una pazza correre per il corridoio vestita da fatina rossa con i piedi neri e 2 occhi da lobotomizzata ti vien da dire...sarà Halloween.
Le lenzuola erano la fine del mondo. Penso siano state quelle scartate dall'ultimo barbone della Spencer street che si è giustamente opposto ad impadronisti di quegli stracci. Li abbiamo usati come tappeto. Alla fine ci siamo abituati, l'odore dell'antiacari di Andrea ha aiutato il nostro olfatto a non suicidarsi. Penso che avrebbe preferito l'odore delle fogne di Calcutta.
Tutto sommato siamo sopravissuti...anche ai 23 miliardi di hamburger del Mec Donald...ci abbiamo provato, sì, a mangiare in ostello...una buona e san pasta al sugo fatta in casa...tutti felici e contenti, finalmente si mangia la pasta! Sì sì, Elena, metti su l'acqua, io scaldo il sugo...ma...le posate? Boh'! Ma non ci sono? Ma guarda che gli altri le hanno! Ci saranno da qualche parte! E i piatti? Vado alla reception...ognuno si porta le sue posate, noi non le abbiamo. Bene! Neanche questa ci va bene...riposta la pasta e il sughetto in valigia, usciamo per cercare di mettere a tacere quel rumore assordante di protesta proveniente dallo stomaco, se non lo accontentiamo si fa scoppiare da solo, alla kamikaze! E chiede i danni e ci porta a Forum...(ok mi fermo).