(Fra) Che dire del lavoro? Che ognuno ha cercato in posti diversi, da Lygon a Collins, abbiamo girato e girato...inutile parlare dei vari tentativi, dei: do you have your resume? Non mi dilungo sulle varie proposte rifiutate o sulla storia dei diversi bar a cui abbiamo bussato alla porta. Sono stati in generale tutti gentili e disponibili. Abbiamo lasciato curricula in giro, numeri di telefono, I let you know, sorry I'm looking for a job, Hi, I saw you are looking for help here...alla fine ognuno ha trovato il suo lavoro, quindi lascio ognuno parlare della propria esperienza. Per quanto mi riguarda, Franci, ho lavorato in un bar per 2 giorni e poi me ne sono andata con tanto di sorry, Ho trovato un posto migliore in una gelateria, praticamente dall'altra parte della strada. Tutto ok, a parte il pieno di gente ogni giorno che ti fa pensare di portarti un cappio da tenere nel cassetto sotto la cassa in caso di emergenza, o una pistola per tutti quelli che mi chiedono il gelato nel cono per poi volerlo 3 minuti dopo nella coppetta...a parte questo tutto ok. Lavoro a Lygon, quartiere italiano, che tanto italiano non è...il 98 % dei clienti della gelateria è asiatico. Coreani, tailandesi, vietnamiti, malesiani, cinesi, giapponesi...tutti molto carini. Mi trovo bene, lavoro con 5 ragazze asiatiche e sto scoprendo una cultura molto raffinata (a parte i cinesi che hanno i bagni senza le porte). Vanno matti di un gusto, si chiama Duran, un frutto asiatico molto popolare quì, è aglio. Presente l'aglio? Sì, quello che usi per fare i sughetti della pasta, proprio quello. Non so come facciano a mangiarlo. VOMITEVOLE. Ma loro sono tanto contenti...una piccola coreana con un sorriso stampato in viso e quegli occhietti luminosi mi dice, a cup, 2 scoops, Duran and...Duran. Dopodichè scruta con molta attenzione tutti i miei movimenti, da quando prendo la coppetta a quando impugno il porzionatore per il Duran (ce n'è uno apposta per questo gusto altrimenti rovinerebbe tutti gli altri) e lo affondo in questa cremina bianca apparentemente deliziosa, stà bene attenta che la quantità di Duran sia soddisfacente per ogni pallina e controlla che non venga sprecato un solo milligrammo di Duran. Se mi cade un pezzettino di Duran nella vaschetta controlla che ne riprenda un po' e riempia bene la coppetta di Duran. Dopo la prima pallina mi ricorda il gusto della seconda: Duran. Me lo ripete 2, 3 volte in modo che capisca che vuole QUEL gusto, perchè è estramamente importante per lei assaporare il Duran in quel momento della giornata. Colmata la coppetta segue i miei gesti per filo e per segno, mi osserva, sento i suoi occhietti lucidi addosso, mi agitano, lo brama quel Duran, subito, tra le sue manine. Prima però devo infilare il waffer e il cucchiaino e in questo momento credo mi voglia uccidere...sento le sue parole...Non mi frega niente del biscottino, voglio il Duran! Sbrigati scema di un occidentale! E allora arriva il momento della consegna. Posso sentire l'ansia, l'angoscia, l'adrenalina asiatica del volto della giovane Duran dipendente, non guarda me, ma la sua conquista, se lo mangia con quegli occhietti, entra in ipnosi, non sente, non ragiona, non c'è, è dentro al Duran, penso ci stia nuotando dentro. Devo purtroppo svegliarla sperando che non svenga, 4 dollars thank you! Lei si sveglia, mi consegna i 5 dollari e se ne va. E il resto? Non ha importanza, ormai lei è con lui, nessuno può rubarglielo ora che è tutto suo, non le interessa il dollaro di resto, il suo Duran ne vale 100 di dollari. Io credo ci mettano della droga. No, sul serio, dà dipendenza. Devo informarmi. Capisco la Nutella, ma il Duran...mah.
Chiuso il capitolo del Duran, devo parlare della nuova casetta...eh sì perchè dopo 10 notti in ostello, al Victoria Hall, ci siamo trasferiti nella nostra attuale casuccia...ma qua cambio post.
Chiuso il capitolo del Duran, devo parlare della nuova casetta...eh sì perchè dopo 10 notti in ostello, al Victoria Hall, ci siamo trasferiti nella nostra attuale casuccia...ma qua cambio post.

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